Inizio anno scolastico 2017-2018

“L’insegnamento è attività di straordinario

spessore morale, una delle più alte e creative dell’uomo: l’insegnante, infatti,

non scrive su materia inerte, ma nello spirito stesso degli uomini.

Assume, perciò, un valore di estrema importanza la relazione personale tra

insegnante ed alunno, che non si limiti ad un semplice dare ed avere.

Inoltre si deve essere sempre più consapevoli che gli insegnanti ed educatori

vivono una specifica vocazione cristiana ed una altrettanto specifica partecipazione

alla missione della Chiesa” 1

 

              La risorsa educativa più importante di una scuola, e di una scuola cattolica in particolare,è rappresentata dagli insegnanti, dalla loro persona, dagli atteggiamenti mentali ed operativi che essi comunicano agli alunni con il loro modo di essere e di relazionarsi e dagli specifici insegnamenti che essi propongono.

 

Educatore” è un termine che indica quella disposizione dell’anima che è attenta alla vita dell’altro per aiutarne la crescita; che sa leggere in profondità nell’esperienza e nella storia di una persona per intuirne la fisionomia più profonda.

L’educatore è un testimone, cioè è un cristiano che cerca di vivere con sincerità l’esperienza di fede che offre agli altri insieme alle sue esperienze inerenti scelte personali qualificanti: di vita, di studio, di professione.

Un educatore è capace di relazioni discrete e propositive per saper comunicare: la gioia di vivere, il senso della libertà, il fascino del rapporto con Cristo prendendosi cura degli altri nel dialogo personale o in una discussione di gruppo o in un’attività associativa attraverso il linguaggio dell’amore, tratto qualificante di ogni vera esperienza educativa;

E’ colui che vive il compito educativo come un’esperienza spirituale di ascolto dello Spirito nella vita delle persone; sa coglierne l’azione; sa scrutarne le intenzioni; sa lasciargli la regia facendosi da parte quando è necessario perché sia lui ad operare direttamente nella coscienza dei bambini, dei ragazzi o dei giovani che gli sono affidati;

L’educatore “è parte viva di una comunità  che esprime attraverso di lui la propria responsabilità educativa” per diffondere il carisma che la contraddistingue.

 

Tutto ciò ci riguarda molto da vicino mettendo in evidenza le analogie del  progetto educativo della scuola cattolica oggi con quello di Maria del Rifugio il cui fondamento è che “ … al centro della scienza c’è Dio e che non vi è autentica vita cristiana senza la partecipazione all’Eucaristia e senza la protezione di Maria”

Dunque essere educatori così come Maria del Rifugio ci ha insegnato significa porre attenzione ai profili pedagogici e culturali che distinguono il carisma della comunità della quale siamo entrati a far parte e che costituisce la ricchezza della nostra offerta formativa perché non solo si prende atto della problematica culturale del mondo in cui si vive, delle sue difficoltà, dei suoi bisogni, ma richiede soprattutto la volontà e la consapevolezza, per noi laici, di proporre ai bambini che ci vengono affidati, una sintesi feconda tra fede e cultura, fede e vita vissuta nella nostra persona e proposta come orizzonte culturale del nostro insegnamento.

Possiamo, dunque considerare gli insegnamenti di Maria del Rifugio essere l’espressione del nostro tempo e con le sue parole concludere dicendo che: “Educare vuol dire andare oltre il programma scolastico, rendendo l’apprendimento un’esperienza mistica che permetta di scoprire, godere ed essere grati della presenza e della grandezza di Dio attraverso la grazia della comunione eucaristica, la libertà, la carità la misericordia.”

 

1 Congregazione per l’educazione cattolica, La scuola cattolica alle soglie del terzo millennio,

n.19

 

EDUCATORI … NOI 

  • Tutto ciò ci riguarda molto da vicino mettendo in evidenza le analogie del progetto educativo della scuola cattolica oggi con quello di Maria del Rifugio il cui fondamento è che “ … al centro della scienza c’è Dio e che non vi è autentica vita cristiana senza la partecipazione all’Eucaristia e senza la protezione di Maria”  

 

EDUCATORI … COME 

  • Essere educatori così come Maria del Rifugio ci ha insegnato significa porre attenzione ai profili pedagogici e culturali che distinguono il carisma della comunità della quale siamo entrati a far parte e che costituisce la ricchezza della nostra offerta formativa perché non solo si prende atto della problematica culturale del mondo in cui si vive, delle sue difficoltà, dei suoi bisogni, ma richiede soprattutto la volontà e la consapevolezza, per noi laici, di proporre ai bambini che ci vengono affidati, una sintesi feconda tra fede e cultura, fede e vita vissuta nella nostra persona e proposta come orizzonte culturale del nostro insegnamento.

  • Possiamo, dunque considerare gli insegnamenti di Maria del Rifugio essere l’espressione del nostro tempo e con le sue parole concludere dicendo che: “Educare vuol dire andare oltre il programma scolastico, rendendo l’apprendimento un’esperienza mistica che permetta di scoprire, godere ed essere grati della presenza e della grandezza di Dio attraverso la grazia della comunione eucaristica, la libertà, la carità la misericordia.”

SERVIZIO EDUCATIVO … PERCHÉ ?

  • Il Signore ci chiama a questo servizio perché c’è bisogno di noi

  • per accogliere i bambini

  • come Lui ci ha insegnato

  • Diventiamo educatori quando diciamo il nostro sì al Signore.

  • L’amicizia con Gesù, vissuta nella comunione ecclesiale e nella vita sacramentale, entra a definire il cammino di crescita e di maturazione del docente della scuola cattolica.

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